bombole del gas in camper

Il gas in camper: quando è meglio usare il propano? Ed il butano? Perché? Cosa è quella brina gelata che vedo sulla bombola? Perché è vietato caricare le bombole al distributore? Ed il bombolone GPL? La bombola del gas si può tenere aperta durante la marcia? Quanto gas ho ancora disponibile? Queste sono le più classiche domande sull'uso del gas in camper, le risposte sono tutte qui sotto.


  


Gas di Petrolio Liquefatto, meglio conosciuto come GPL, è il contenuto delle bombole del gas che utilizziamo in camper. Principalmente propano e butano.
Generalmente il GPL è usato per molte utenze di bordo: i fornelli della cucina, il frigorifero trivalente, il boiler dell’acqua calda ed il riscaldamento; è quindi utile conoscerne alcune caratteristiche, per poterlo utilizzare al meglio.

A temperatura ambiente ed alla normale pressione atmosferica, il GPL è allo stato gassoso, ma attraverso l’applicazione di una pressione, passa a quello liquido, riducendo considerevolmente il volume occupato. Questa caratteristica, propria di tutti i gas, rende più semplice ed efficiente il trasporto, permettendo di immagazzinare il gas liquefatto in idonei contenitori: le bombole.


Chiarisco subito che questo non è un trattato di termodinamica, il mio scopo è solo quello di descrivere, ai fini di un sicuro utilizzo, il comportamento del GPL nelle condizioni di temperatura ambientale che un camperista può trovare nei suoi viaggi. Parlerò anche dei serbatoi per contenerlo, siano essi bombole o "bomboloni" fissi.


All’interno delle bombole, a temperatura ambiente e pressione costante, si crea una situazione di stabilità con il contenuto in fase liquida che occupa la parte inferiore della bombola, e quello in fase gassosa che occupa la parte superiore.
Variando uno dei due parametri, temperatura o pressione, questa stabilità cessa e succede qualcosa.

Cosa?

Se aumenta la temperatura, ad esempio perchè abbiamo parcheggiato il camper al sole d’estate, il contenuto della bombola si espande e, di conseguenza, aumenta la pressione esercitata sulle pareti del contenitore che, se arriva al punto di cedimento, esplode.

Per evitare questo, le bombole (per legge, per legge fisica e per buon senso) sono sempre riempite all’80% della loro capacità, mantenendo quindi un “polmone libero” del 20% che permette l’espansione del contenuto in tutta sicurezza, evitandone lo scoppio.

Attenzione

Le bombole non hanno valvole che ne limitano il caricamento, ed i distributori di GPL per le auto, non hanno dispositivi per verificare il livello di carica della bombola. Non valgono calcoli su peso, consumi e residuo: le bombole non devono essere riempite al distributore, sarebbero piene ed esploderebbero, ma DEVONO essere cambiate SOLO presso gli esercenti autorizzati (si restituisce il vuoto e si acquista la bombola piena), tutte le altre ipotesi SONO VIETATE e pericolose.

Se diminuisce la pressione, aprendo la valvola, il contenuto superiore (stato gassoso) esce, liberando spazio, ed il liquido sottostante “evapora” per occupare lo spazio che si è liberato. E' il normale ciclo di funzionamento.

In questo passaggio, il liquido che passa allo stato gassoso “assorbe calore” dall’ambiente circostante, ed in poco tempo la bombola avrà temperatura più bassa di quella ambientale. Tutti abbiamo notato, in inverno, la brina ghiacciata che si forma sulle bombole, è l’umidità dell’aria che, venendo a contatto con una superficie più fredda dell’ambiente, condensa e poi gela. Indicativamente, la linea della brina mostra il livello del gas ancora disponibile.

Se non c'è più calore da assorbire, il GPL rimane liquido, la stufa si spegne, il boiler non produce più acqua calda, niente gas per il frigo e per i fornelli.

E coibentare le bombole non serve, perchè l'isolamento accelererebbe il processo di raffreddamento (ricordate? l'ambiente circostante è più caldo della bombola, quindi è da li che viene preso il calore).

acqua che bolle
Sorgente di acqua bollente e vapore in Islanda

Per far fronte al freddo, la via giusta è scegliere il gas più adatto alla temperatura da affrontare.

Non è difficile, basta conoscere una delle caratteristiche chimico-fisiche più importanti del GPL: la temperatura di ebollizione, cioè la temperatura minima alla quale il liquido “bolle”, e passa dallo stato liquido a quello gassoso.

Il più classico esempio è quello dell’acqua: bolle a 100°C, cioè a 80 gradi non bolle, a 100 si.
Il GPL fa la stessa cosa, ma i due principali gas “bollono” (gassificano) a temperature diverse:

  • Il butano gassifica, cioè passa da liquido a gassoso, da 0 gradi in su (quindi a -1 sta li, bello fermo)
  • Il propano da -42 gradi in su (quindi a -43 sta li, bello fermo)

Ovvio che per il nostro uso la regola è semplicissima: per non rischiare il gelo, usare solo bombole contenenti propano già a temperature prossime allo zero.

Due precisazioni:

  • il GPL non ghiaccia, o almeno non ghiaccia a temperature terrestri naturali, infatti avremo un bel blocco di ghiaccio di propano a – 187°C, e un bel blocco di butano a – 140°C
  • non serve coibentare ed isolare le bombole perché potremmo trovarci velocemente in assenza, o diminuzione, di gassificazione per mancanza di "calore ambientale" da assorbire, pensate sempre che "un bel calduccio di - 35°C" al propano va benissimo, per bollire

Ma cosa c’è nelle bombole di GPL in commercio?

Proprio per sfruttare le caratteristiche dei gas, le bombole vengono commercializzate in due varianti (fonte Liquigas):

  • “miscela”, con contenuto misto di butano e propano, non adatte alle basse temperature, ma con prestazioni migliori in termini di calorie fornite
  • ”propano”, adatte invece all’utilizzo invernale
bombola vetroresina beyfin
Bombola in vetroresina Beyfin

Due sono le tipologie di bombole che si trovano in commercio: quelle classiche, in acciaio, verniciate di blu, verde, giallo o altri colori in genere tipici delle varie aziende che le commercializzano, e, da qualche anno, quelle in vetroresina.

Entrambe le tipologie sono sicure ed omologate per lo stoccaggio ed il trasporto del GPL.

Quelle in vetroresina si stanno affermando sul mercato in quanto sono più leggere (e noi camperisti siamo sensibili all’argomento), non arrugginiscono ne si deteriorano, se attaccate dal fuoco non esplodono (fonte Beyfin). Inoltre sono traslucide e permettono quindi di vedere il livello del gas all’interno della bombola, un indubbio vantaggio.

Le bombole del gas in camper

Normalmente in camper ci sono una o due bombole, in genere da 10 kg ciascuna, alloggiate in un apposito gavone non comunicante con la cellula.

Sul fondo di questo gavone, ci sono delle aperture per permettere la circolazione dell'aria e favorire la fuoriuscita del GPL, che è più pesante dell’aria, ed evitare eventuali ristagni. Queste aperture non vanno chiuse per nessuna ragione, sono un dispositivo di sicurezza.

L’allaccio delle bombole all’impianto del camper è fatto attraverso un regolatore di pressione gas che deve essere a taratura fissa, 30 mbar.

Nel caso in cui si disponga di impianto con due bombole,un regolatore di pressione a due vie (ad esempio il Truma DuoControl) risolve il problema della commutazione, altrimenti si avrà una sola bombola per volta allacciata all'impianto.

Durante la marcia le bombole devono essere chiuse, oppure deve essere montato un dispositivo di sicurezza (Crash Control) che impedisca la fuoriuscita di gas in caso di incidente.

Spesso viene chiesto se si possa viaggiare o meno con il gas aperto ed il riscaldamento in funzione. La risposta è si, ma solo se si verificano ENTRAMBE le seguenti condizioni:

  • l'impianto disponga di un sistema di Crash Control, che in caso di impatto blocchi la fuoriuscita del gas dalle bombole (ad esempio il Truma DuoControl  CS o il Truma MonoControl CS);
  • il sistema di riscaldamento lo permetta, e sia dichiarato dal produttore nel libretto di istruzioni (seguire le indicazioni date), i sistemi Truma Combi, ad esempio, possono essere utilizzati in marcia (ripeto: SOLO SE è installato un sistema di Crash Control sull'impianto).

Quanto GPL mi resta? 

L’argomento “livello del gas all’interno della bombola” è sempre di grande interesse tra chi viaggia in camper. Conoscere il quantitativo delle scorte permette di cambiare la bombola in tempo e di non passare una notte "al freddo e al gelo".

Risolto nativamente dalle bombole in vetroresina, per le altre esistono due possibilità: il peso ed i misuratori ad ultrasuoni.

bilancia dinamometro
Pesabombole

Una bilancia pesabombole è lo strumento più semplice ed economico che si possa utilizzare, ma anche il più preciso: pesare la bombola appena acquistata (annotare il peso sull'etichetta) e ripesarla per conoscere l’esatto quantitativo di gas ancora disponibile. Personalmente ho sempre usato questo sistema sui camper con due bombole. Veramente pochi euro, e una bilancia dinamometro portatile risolve il problema. Evita anche di riconsegnare bombole ancora troppo piene. 
Nella sezione dedicata agli accessori, ne presento una con grande quadrante per leggere il peso, che funziona senza batterie (infatti la consiglio anche come sistema di emergenza e di backup), che può essere utile anche in altre occasioni (per pesare il pesce pescato, i bagagli prima dell’imbarco in aereo, i funghi raccolti …).  

truma misuratore livello gas gpl
Misuratore livello GPL della Truma

Un misuratore ad ultrasuoni (vedi accessori) permette, appoggiandolo sulla bombola, di sapere fino dove c’è GPL allo stato liquido. Comodo, utilizzabile direttamente sulle bombole installate, immediato. Unica accortezza è prendere uno strumento affidabile per evitare, o ridurre, letture falsate.
Personalmente consiglio il misuratore ad ultrasuono della Truma, meno condizionato da spessori di vernice e irregolarità della bombola. Ne ho fatto una breve presentazione nella sezione accessori.

 


Ah, poi esiste il terzo sistema, già anticipato: solo in inverno, c’è la brina sulla bombola. Non è precisissimo, ma a volte è sufficiente.

Il serbatoio GPL per i servizi di bordo

bombolone gpl
Bombolone GPL della ICOM

E’ quello che viene chiamato normalmente “bombolone GPL”, ed è un serbatoio GPL costruito appositamente per essere utilizzato dai servizi di bordo che vanno a gas (cucina, frigo, riscaldamento, boiler), ai quali, ricordo, il GPL deve arrivare in fase gassosa.

Il primo bombolone GPL l’ho installato nel 1992, sul mio primo camper, poi ho avuto mezzi con le due classiche bombole da 10 Kg, ed ora ho nuovamente un bombolone.

Non so per quali motivi, ma sul bombolone c’è sempre stata una grossa confusione, basta fare una domanda su un qualsiasi social network e le risposte che si ottengono sono diametralmente opposte. Credo, ed è una mia personale sensazione, che spesso le risposte vengano date solo per “sentito dire” e, quindi, contribuiscono alla confusione.

Inizio subito col dire che il serbatoio GPL per i servizi di bordo DEVE avere un sistema che limiti il rifornimento all’80% della sua capienza e deve garantire che il suo contenuto arrivi in “fase gassosa” alle utenze di bordo. Io conosco una sola azienda italiana che fa serbatoi per servizi di bordo con queste caratteristiche, omologati per l’uso diverso dalla trazione e conformi alla normativa europea, la ICOM di Cisterna di Latina. In questa pagina si trovano tutte le informazioni necessarie, compresi i documenti della sua omologazione (il bombolone esce già omologato dalla fabbrica) e quelli necessari agli installatori per il collaudo e la trascrizione sul libretto.

Ma si può rifornire il bombolone al distributore?

Una data fa da spartiacque tra una situazione di fatto confusa ed una situazione che oramai dovrebbe essere chiara: 4 maggio 2018. La Gazzetta Ufficiale n. 102 di quel giorno (vedi pag. 60/61 a questo il link) decreta infatti che è ammesso il rifornimento alla pompa dei serbatoi inamovibili di GPL, conformi al regolamento UNECE 67, per usi diversi dalla propulsione. I serbatoi devono essere riportati (lo fa la motorizzazione civile a fronte del collaudo all'installazione) nella carta di circolazione.

Ora, il problema nasce per chi ha un serbatoio già installato (ma sempre conforme alla normativa), in quanto, per quanto io abbia cercato, non ho trovato indicazioni esplicite. Di fatto, avendo io un serbatoio di prossima scadenza, della ICOM ed omologato, facendo vedere l’omologazione per ora sono sempre riuscito a fare il pieno, tra un anno, alla scadenza, lo sostituirò e farò trascrivere l’installazione sulla carta di circolazione. Nel frattempo, se il gestore dell’impianto si dovesse rifiutare di farmi il pieno, ed è ancora una mia interpretazione, è nel giusto.

Il bombolone: caratteristiche, capienza, uso

Ricordo che i serbatoi GPL per i servizi di bordo, hanno una validità di 10 anni e alla scadenza DEVONO essere sostituiti, non esiste revisione. Inoltre i serbatoi ICOM sono utilizzabili solo in sosta, e durante la marcia devono essere chiusi (hanno una valvola apposita), di conseguenza il riscaldamento ed i servizi di bordo dovranno essere tenuti spenti.

La capienza va da 30 a 65 litri e considerando che 1 kg di GPL corrisponde a poco meno di 2 litri (a 15° C di temperatura), confrontando il bombolone con le due classiche bombole da 10 litri, ne viene che avremo bisogno almeno di un serbatoio da 40 litri per avere la stessa autonomia. A vantaggio del bombolone c’è la facilità di riempimento e di rabbocco al distributore ma di contro c’è l’impossibilità di utilizzarlo durante la marcia.

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