By gp | 11 Giu 2022
diventare camperista

Prima volta in camper? E’ giunto il momento di cominciare a fare le tue prime uscite in camper, i primi viaggi, e vorresti sapere come comportarti in certe situazioni, se e come pianificare l’itinerario e le soste, decidere come e dove dormire: insomma come iniziare ad usare il camper.

Credo di poterti dare una mano, o almeno posso provarci, ma ho pensato che parlare dei primi viaggi in camper non sia stilare un elenco di controlli da fare, cose da non dimenticare, pianificazioni più o meno dettagliate da redigere. No, credo che sia più utile condividere quello che, almeno secondo me, è lo spirito di un viaggio in camper e che ti permetterà di diventare camperista. Insomma, non sto scrivendo dell'hardware, ma del software.

 

Da babbano a camperista

Il mondo del camper è un po’ speciale, direi tipo quello di Harry Potter. E proprio come per il “Mondo Magico” di Harry & co, per essere camperisti bisogna essere un po’ maghi, amare il plein air ed il contatto con la natura e con i luoghi, saper vivere il viaggio e non guardare solo alla meta, sapersi adattare ed essere flessibili. E chi non è camperista è un po’ … babbano, non conosce il mondo magico, e se lo conosce non lo capisce.

Ora, se uno nasce babbano non potrà mai diventare mago, tuttavia potrà sempre provare a diventare camperista.

Però ricorda che il vero camperista è …, fa …, non ha …, va …

Il vero camperista

C'è chi ama il campeggio e chi non ci andrebbe mai, chi attrezza la sua veranda come un patio con dondolo e lanterne rosse e chi invece ama essere spartano, chi si fa il caffè con la moka e chi con l’inverter e le cialde, chi cerca i raduni e chi la solitudine. Quale è il comportamento giusto? Quale quello sbagliato? E chi l’ha stabilito?

A maggior ragione potrei anche parlare di convinzioni personali come la libertà, l’essenzialità ed il minimalismo, oppure della coscienza ecologica e ambientalista, o del rispetto degli altri e delle loro cose, ma onestamente questi argomenti non sono propri del mondo del camper, piuttosto sono legati a sensibilità, educazione e scelte che fanno parte del bagaglio culturale della singola persona. Ed il proprio comportamento è sempre figlio delle proprie convinzioni. 

Quindi direi che il vero camperista non esiste, però esiste certamente il camperista vero, quello che usa davvero il camper, perché ama lo stile di viaggio che il camper gli permette di realizzare (e non solo il camper, ovviamente, ma lui, il camperista, ha scelto il camper). Ma non basta.

il vero camperista
una casa ovunque

Per diventare camperista, un babbano non deve solo essere possessore di camper ed amare usarlo, deve avere e portare sempre con se due cose: l’educazione ed il rispetto.

Si, perché spesso si pensa al camper come a una casa su ruote, e uno a casa sua è padrone. Ma un camper è molto di più di una casa su ruote, è una casa “ovunque”, e questo non ti fa “padrone ovunque”, ma ospite ovunque:

  • Rispetta leggi, usi e costumi
  • Non ostentare
  • Non invadere gli spazi, neanche con il rumore
  • Rispetta i luoghi e non lasciare tracce del tuo passaggio
  • Rispetta gli spazi degli altri camper

Quindi, se del tuo equipaggio faranno sempre parte educazione e rispetto, benvenuto, luoghi ed abitanti ti accoglieranno come un gradito ospite e gli altri camperisti ti ringrazieranno.

Scegli

Nei tuoi piccoli o grandi viaggi capiterà di trovarti in posti dove la tua presenza non sarà granché gradita, divieti di sosta in ogni dove, sbarre a 2 metri e mezzo d’altezza, solerti funzionari o cittadini che ti avvertiranno che “qui non si può stare”.

In alcuni casi le motivazioni saranno oggettivamente valide (non voglio fare un trattato di “diritto camperistico”, ma è il caso di strade particolarmente trafficate e congestionate, di comuni con spazi di circolazione e sosta carenti già per la semplice circolazione di auto, o altre situazioni), il mio consiglio è non forzare la mano. Informati, lascia il camper “fuori dal casino e dai divieti” ed usa i mezzi pubblici per la tua visita. Un paio di esempi ovvi: la Costiera Amalfitana e le Cinque Terre.

In altri casi le motivazioni saranno un po’ più faziose, volte a proteggere il turismo classico e qualche lobby locale, contrastando i liberi viaggiatori.

Capiterà anche che un luogo sia diventato un po’ ostile perché qualcuno, che si crede “padrone ovunque”, sia già passato, lasciando il suo ricordo.

Non mi voglio addentrare a parlare di applicazione discriminatoria di divieti, non è tra gli scopi di questo articolo, ma l’argomento è utile per dire che in Italia ci sono migliaia di comuni aperti al turismo itinerante, molti attrezzati con aree di sosta e strutture apposite, altri meno organizzati, altri ancora completamente disorganizzati ma comunque amici. E’ l’Italia ideale per fare un bel giroincamper.

Quindi? Semplice: non fossilizzarti a voler andare nei templi sacri del turismo, intorno c’è molto di più. E se proprio non ne puoi fare a meno, ed avrai le tue buone ragioni, probabilmente dovrai entrare con il camper attraverso i flussi canonici e prenotare con largo anticipo la tua piazzola.

Il ritmo del camper

C’è chi ti dirà che il camper ha il suo ritmo, in realtà io preferisco dire che il camper è come l’acqua, prende la forma del recipiente in cui si mette, quindi il camper prenderà il tuo ritmo. Il mio (nostro) primo “grande viaggio” in camper è stato in Olanda, avevo tre settimane e “ho finito l’Olanda” in due. Usavo il camper con il ritmo “toccata e fuga” tipico del turista normale, ed il camper mi ha seguito in quel ritmo. Poi, pian piano, ho (abbiamo) trovato il mio ritmo, che definirei “respirare il territorio”. Certamente le ferie hanno una fine, ma per me, e per quanto possibile, bisogna cercare il respiro giusto.

Il tempo e lo spazio

viaggiare in camper
da babbano a camperista

Un viaggio è fatto di tempo e spazio ed è abbastanza ovvio che in camper ti serva più tempo per spostarti, se non altro perché è un mezzo meno veloce rispetto ad altri, e questo che per i babbani è un problema, è in realtà il bello del camper, è la libertà del camper, perché io penso che in camper "lento non sia il contrario di veloce, ma di frettoloso". Se ti va, da’ un’occhiata a questo breve articolo, descrive come è stato il mio inizio.

Affronterai viaggi dove è previsto uno spostamento veloce all’andata ed al ritorno, questo è naturale, altrimenti avresti bisogno di 3 mesi per andare in Svezia, visitarla, e tornare: magari averceli. Ma il cuore del tuo viaggio deve avere il ritmo giusto e anche “l’andata ed il ritorno” non devono essere solo spostamenti, ma occasioni per conoscere.

Cose spicciole

Che sia un weekend o un viaggio più lungo, ci sono alcuni consigli generali più o meno consueti per le prime esperienze, provo a buttare giù qualche idea.

Per prima cosa, se non l’hai già fatto, leggi come funziona un camper per avere qualche informazione su centralina, gas, frigo e impianti in generale.

Poi, prima della prima volta, prendi un po’ di confidenza con il mezzo ed impara ad usare bene le utenze interne, fa’ anche un po’ di pratica nella guida. Qui puoi trovare una utile lista di prove da fare, e qui qualche “trucco” che può esserti utile in varie situazioni. Ma non perdere troppo tempo a casa, esci.

Fa’ un cartellino da tenere sul cruscotto con: dimensioni del camper (altezza, lunghezza, larghezza) e pressione degli pneumatici. Se ti capita di controllare o gonfiare gli pneumatici al distributore, non usare quei comodi serbatoietti portatili che assomigliano alle pietre del curling, ma usa il manometro collegato al compressore e chiedi se è in pressione (sapessi quanti serbatoietti ho gonfiato con le mie ruote!).

Non fidarti ciecamente dei navigatori, non perché non siano strumenti utili, anzi, ma spesso calcolano il percorso in relazione al traffico, non tengono nella giusta considerazione le dimensioni del camper, ed anche impostando parametri sulle strade da evitare, potresti trovarti in situazioni difficili. Meglio sempre essere prudenti, chiedere in caso di dubbio e mandare qualcuno avanti a vedere, lasciare il camper nel parcheggio fuori dal borgo medievale. Finché sulla tua strada vedi le tabelle delle fermate degli autobus, non preoccuparti.

Occhio nelle manovre, quando qualcuno da fuori ti aiuta: se non lo vedi bene e non lo senti, non devi muoverti, è facile farsi male. Sarà anche il tuo battesimo del fuoco: lite tra moglie e marito per sistemarsi in piazzola, mettersi in bolla, evitare muretti e rami, centrare il camper service. Benvenuti!

Le prime volte organizzati un po’ di più, pianifica l’uscita o il viaggio, la strada da percorrere, fatti un’idea precisa di dove sostare e dormire, non arrivare all’ultimo momento. Sapere come muoversi e dove andare ti aiuterà ad essere più sicuro, arrivare con un buon margine di luce ti permetterà di scegliere il posto migliore o cambiarlo se necessario, posizionarti bene, farti una doccia per rilassarti, bere un sorso di vino rosso. Accertati che il campeggio o l’area di sosta d’arrivo siano aperti.

Qui trovi una selezione di App utili al camperista, ti segnalo in particolare quelle per la sosta notturna ed i camper service. Se vuoi un esempio pratico di come si usano, leggi questo articolo.

Pensa al tuo wc perché non sei ancora abituato ad usarlo, quindi meglio avere un’occasione di scarico ogni giorno. Succede che i camper service autostradali non siano utilizzabili, quindi non contarci troppo, quando esci da un campeggio o da un’area di sosta devi avere il serbatoio delle chiare pieno e quello delle grigie e delle scure (o la cassetta) vuoti. Se invece stai tornando e non hai dove scaricare all’arrivo, allora “tutti vuoti”.

Solo due consigli ancora: memorizza dove sta la scatola dei fusibili della motrice e quella della cellula, portati qualche fusibile di ricambio della giusta misura e resistenza. Alcune cose, tipo il pannello solare, oppure la stufa, potrebbero avere fusibili “fuori dalle scatole”, cerca di conoscere la loro posizione (fatti aiutare dal tuo centro assistenza alla prima occasione).

Scusami, ma non credo che possa essere interessante una lista di cose da portare, ma se pensi che invece possa essere utile, scrivimelo tra i commenti, rimedierò alla mancanza.

Pensa diversamente

A meno di non avere esigenze particolari, sempre prioritarie, fa’ un viaggio a rete e non a stella, soste, pernottamenti, luoghi, strada, sono tutti momenti del tuo viaggio che matura facendolo. Per quanto possibile, inutile tornare indietro per dormire, resta e cerca dove sei.

Progetta ma non fare pianificazioni stringenti, il bello di un viaggio è anche la sua preparazione, l’aspettativa che si crea nel pensarlo. Una mappa con tanti puntini, poi li colleghi, tutti o in parte, quando sei li. E se ti va, esci dal tuo progetto in qualunque momento.

Parti ieri. Anche fare un'oretta di strada per uscire dalla città e dormire in una zona più fresca ha i suoi vantaggi: non dovrai fare alzatacce per evitare i tappi del raccordo, eviterai tirate da 8 ore di guida, ti sentirai in vacanza un po' prima, ripartirai riposato per continuare il tuo viaggio. Non riesci a "partire ieri"? Allora parti dopodomani, evita le giornate da bollino rosso o nero, tanto non perderai notti d'albergo e se non vuoi perdere giorni di ferie, iniziale da mercoledì. Anche i traghetti, in genere, costeranno di meno nei giorni feriali.

Ringraziamenti per le immagini

I vacanzieri in auto sono di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay

Il cartello "Home Sweet Home" è di Jazella da Pixabay

Il cappello blu da mago è di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay

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